Verso il Prossimo

di Sira Fatucci, Delegata UCEI – Unione delle Comunità Ebraiche italiane

Nella vita ebraica sono fondamentali le mizwot, i precetti. Le azioni costituiscono una ossatura per l’ebraismo e sono tradizionalmente contate in 613.

Possiamo dividerle schematicamente in “positive”, dove si richiede una azione (ad esempio pronunciare una benedizione prima di mangiare) e “negative” quando ci si deve astenere dal compiere un’azione (tra le più note, ad esempio, quella di astenersi dal mangiare animali proibiti o carne e latte nello stesso pasto, o non lavorare di sabato). Inoltre possiamo affermare a grandi linee che le mizwot sono divise in azioni verso Dio (Ben adam la-Makom) e quelle verso il proprio compagno (Ben adam  la-Chaverò) dove compagno è inteso come il prossimo. Di seguito diamo alcun esempi del “prendersi cura dell’altro” e che fanno parte del gruppo di mizwot comprese nel novero delle azioni che compie l’uomo verso il prossimo.

Una tra quelle considerate tra le più importanti è la Zedakkà, tradotta in modo improprio come carità. Infatti la radice di questo termine deriva da Giustizia, e fare Zedakkà, donare in carità, è inteso come un atto di giustizia. È un precetto che ha un rilievo determinante nell’ebraismo ed è una delle forme in cui l’uomo si prende cura del suo prossimo.

Altri esempi di precetti considerati molto importanti nell’ebraismo sono la visita ai malati e alle persone in lutto. Prendersi cura di loro, occuparsi della loro salute fisica, assicurarsi che abbiano le cure mediche e il cibo adeguato e alleviare il loro stato d’animo è considerata una priorità. Una attenzione particolare è rivolta verso le categorie dei poveri, delle vedove e degli orfani.

Anche l’astenersi dal fare maldicenza ha un importante rilievo, perché considerata come una duplice trasgressione: sia contro il proprio prossimo che contro Dio. Prendersi cura dell’altro
significa anche accertarsi che non si faccia maldicenza su una persona, cosa che potrebbe causare gravi danni psicologici. Inoltre è proibito anche ascoltare chi sta facendo maldicenza.

Sono molti gli esempi e sarebbe inappropriato qui esporne degli altri, tuttavia voglio ancora menzionare la particolare cura che l’uomo deve avere verso la natura, sia per il rispetto che si deve verso il Creato che per la salvaguardia dell’uomo. Viene insegnato che un gentile venne dinanzi a Hillel e gli disse: «Convertimi a condizione di insegnarmi l’intera Torà mentre io sono su un piede solo» e Hillel prima di convertirlo gli insegnò: «Ciò che non vorresti fosse fatto a te non farlo a tuo prossimo. Questa è l’intera Torà e tutto il resto è commento. Ed ora vai e studia!». (Talmud Bavlì, Trattato Shabbath, 31a)