Io e te siamo Uno: l’Unione che cura

di Svamini Hamsananda Ghiri, Vice Presidente – Unione Induista Italiana

L’edificio sociale mostra venature profonde nei suoi pilastri portanti; non solo la religione risente di tali smottamenti, ma anche il sistema famiglia, scuola, politica è investito da questo sgretolamento progressivo.

Il valore nobile del lokakshema, l’attitudine alla preghiera quotidiana per il benessere non solo individuale, ma dell’intera famiglia umana, sembra affievolirsi.

Riappropriarsi della dimensione del sacro, dell’insegnamento delle Scritture che esortano all’astenersi dal nuocere qualsiasi  essere vivente, sarva bhuta hita, significa anche tornare a ritrovare l’empatia verso il proprio fratello e sorella che soffrono; significa non voltarsi indietro di fronte al bisogno dei più disagiati; significa essere in linea con il valore del danadharma, il donare se stessi agli altri, nel servizio, nell’amore del prossimo, fino a realizzare lo scopo più alto di unirsi nella Presenza dell’Assoluto.

In questo conflitto tra pesi contrapposti si oblia la sostanziale interrelazione tra tutto l’esistente. Una interdipendenza trasmessa magistralmente dal termine sanscrito dharma, la cui resa più felice è “armonia” nel senso più vicino al suo etimo greco “accordo, proporzione”, “concordare, comporre”. Dharma secondo la descrizione del Mahabharata è «ciò che sostiene e mantiene i popoli».

Il fulcro del pensiero indiano è l’Unità di tutti gli esseri viventi, unione tra tutto ciò che vive, dall’atomo alla montagna. L’eredità cardine che il sanatana dharma ci restituisce, e fondamento stesso della sua intera impalcatura filosofica è il principio della non violenza o ahimsa. La non violenza capovolge l’assioma dell’antropocentrismo e pone al centro il valore della cura: cura dell’anima, cura del mondo.

La cura simbolicamente diviene dunque come una madre capace di portare in grembo un ideale di assoluta fratellanza, sorellanza, giustizia sociale ed equanimità; un’etica della cura che è al contempo balsamo e medicina per rendere il mondo dimora di pace, riconoscendosi come appartenenti a un’unica vera e grande famiglia: “Vasudaiva kutumbakam”.

Come una famiglia che ci è cara, viene amorevolmente accudita e, ci si sostiene vicendevolmente, così, nell’equilibrio del dare e ricevere, ogni essere vivente – secondo questa legge di interrelazione e interdipendenza – accudisce ed è accudito. Realizzare la nostra reale natura, vedere Dio nel tutto e tutto in Dio, esclude ogni differenza e ogni dicotomia di “io” e “tu” dove umiltà e beatitudine sono indistinguibili. Noi siamo la casa e coloro che la abitano. Proteggere la casa è proteggere sé stessi, la casa tutto include e nulla esclude: è vita, amore e consapevolezza.