Il Koan della Vita

di Guglielmo Doryu Cappelli, Monaco Buddhista Zen Soto – Unione Buddhista Italiana

Qual era il tuo volto originario prima della nascita dei tuoi genitori?
Koan Zen

La scuola buddhista Zen è famosa, oltre che per la pratica assidua della meditazione (Zazen), anche per lo studio dei Koan. Il koan è una domanda o un’asserzione tratta dalla vasta letteratura
zen dell’antica Cina. È un dilemma, un mistero che la mente razionale non può risolvere. La chiave per la soluzione di un koan è un cambiamento nell’essere che permette una nuova comprensione della domanda stessa. Nel presentare un koan, l’insegnante coinvolge lo studente con il mistero in una modalità molto intima, una sorta di oscurità feconda, quel luogo di non-conoscenza chiamato nello Zen “mente del principiante”.

La Vita stessa è un Koan, è il Koan supremo: assoluto mistero, indecifrabile e al tempo stesso avvolgente. Riusciamo solo a intuire la meraviglia della realtà della nostra vita che è la complessità
dell’individualità e dell’universalità. Nasciamo, viviamo e moriamo in questo koan. Ci troviamo in questo universo in quanto individui unici nella nostra fisicità e personalità. Nella nostra individualità spesso ci sentiamo soli, separati da tutto il resto. Ma la nostra indipendenza non significa che siamo separati dal resto dell’universo. Il nostro corpo ha occhi, orecchie, naso e così via. Ogni parte è diversa dalle altre e ha una funzione particolare, ma tutte sono collegate e funzionano come un corpo unico. Dipendenza e indipendenza insieme creano interdipendenza. Siamo connessi e ci sosteniamo a vicenda con tutto l’universo: uomini, animali, piante, minerali. Ciò che di meraviglioso c’è in questo mondo, ma anche le drammatiche urgenze che ci troviamo ad affrontare oggi e nel prossimo futuro, tutto ci parla di questa verità. Questa realtà dell’interdipendenza, che include dipendenza e indipendenza è il koan da realizzare, incarnare e portare alla luce. Molti dei problemi che la vita ci pone sono apparentemente senza soluzione, proprio come i koan, ma Il Buddha e i Maestri ci hanno mostrato con i loro insegnamenti come possiamo vivere basandoci sul risveglio a questa realtà dell’interdipendenza.

Il nostro sguardo cambia inevitabilmente nel momento in cui incontriamo l’ignoto. La risoluzione di un koan richiede una certa fiducia nel mistero, nello schema più ampio che sta alla base di ciò che la mente apparentemente non comprende, e la comprensione che si ottiene è spesso accompagnata da un profondo apprezzamento per quel mistero stesso che prima è stato fonte di frustrazione. Un senso di meraviglia per la bellezza e l’armonia della vera natura delle cose, un senso di appartenenza a essa.