Il Festival

XXII TERTIO MILLENNIO FILM FEST FESTIVAL DEL DIALOGO INTERRELIGIOSO

I giorni della rivolta
Guerra, rivoluzione e riscatto

I giorni della rivolta, come recita il sottotitolo che abbiamo scelto per la 22ma edizione del Tertio Millennio Film Fest, sono tutto per noi fuorché giorni tribolati. Mai come quest’anno ci apprestiamo a vivere quest’appuntamento con l’eccitazione di chi sa di aver cucinato un piatto ambizioso e non vede l’ora di farlo assaggiare ai commensali. Il piatto è un programma di film di altissimo livello, tutti inediti in Italia, provenienti dai cinque continenti. Nove film in concorso (di cui tre prime mondiali, tre internazionali, due europee e una italiana), dieci tra opere prime e seconde, tre proiezioni evento in Vaticano, due grandi firme d’autore per l’apertura e la chiusura del festival (Shinya Tsukamoto e Olivier Assayas), un gioiellino che se non è un inedito poco ci manca: il quasi invisibile La cotta di Ermanno Olmi.

Film di finzione e documentari, opere d’autore e di genere. Raccontano di forme di resistenza in un tempo ostile (Mother Fortress e In the Claws of a Century Wanting), di occasioni di riscatto (A Blubird in My Heart, Doubtful e Kairos), di sconvolgimenti esistenziali e morali (Dayan), di rapporti di convivenza difficili (Heaven Without People), di esperienze di educazione tormentate (Lysis) o addirittura tragicamente fallite (Fatwa).

Eventi speciali, come Burning Bush di Agniezska Holland, con la regista polacca che terrà una masterclass tra cinema e storia sul 50° della Primavera di Praga e la figura di Jan Palach; o come la serata dedicata a Sergio Leone, che il prossimo anno sarà oggetto di diverse celebrazioni per i 90 anni della nascita e i 30 anni della morte. Noi proponiamo in anteprima italiana il documentario spagnolo Sad Hill Unearthed, ambientato nelle location de Il buono, il brutto, il cattivo, con interviste a Ennio Morricone, Clint Eastwood, Joe Dante. A ricordarlo ci sarà Carlo Verdone.

E poi incontri, che partono dal film per allargare lo sguardo sull’attualità: Alganesh di Lia e Marianna Beltrami sull’italo-eritrea Alganesh Fessaha, 62 anni, che ha deciso di dedicare la sua vita a salvare i migranti; Il fattore umano, lo spirito del lavoro di Giacomo Gatti, un viaggio in una quindicina di eccellenze italiane, diversissime per storia e settore ma unite da un filo invisibile, quello della responsabilità; Il mondo addosso di Costanza Quatriglio, che proprio qui a Tertio venne presentato in anteprima dieci anni fa e che costituisce l’esperienza umana e creativa alla base del suo ultimo bellissimo lungometraggio, Sembra mio figlio.

Costanza Quatriglio è anche presidente di giuria del contest Noi ci siamo – Giovani, voglia di partecipazione e ricerca di senso, un concorso di cortometraggi promosso dalla Fondazione Ente dello Spettacolo in collaborazione con le Comunità religiose che aderiscono al Tertio Millennio Film Fest. Da quest’anno la famiglia si è allargata: UCOII, UCEI, la Chiesa ortodossa russa e georgiana, hanno voluto intraprendere il nostro stesso cammino. La rivolta è iniziata. Piccola, silenziosa, nascosta. Come un seme di speranza.