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INTERPRETI: Rae Dawn Chong, David Fumero, Julie McNiven, Nican Robinson | SCENEGGIATURA: Skinner Myers | FOTOGRAFIA: Matthew Halla | MONTAGGIO: Sharon A. Mooney | MUSICA: Live Footage | SCENOGRAFIA: Jennifer Chan | PRODUZIONE: Skinner Myers, Matt Palmieri, John Campbell, Alex Noel McCarthy, Dan Funes per Maboroshi Pictures, FilmHaven Entertainment, JCInTime

Drammatico; Usa; 2021

V.O. con sottotitoli in italiano

Di fronte a una serie di incidenti a sfondo razziale, un giovane uomo di colore deve superare la rabbia, l’alienazione e la disperazione per trovare la propria umanità. Il protagonista, semplicemente chiamato “Man”, si trova costretto a comprendere cosa vuol dire per lui stesso essere nero, quando il suo capo – un bianco – gli ordina di commettere una frode a beneficio dell’azienda. Tormentato da un soffocante senso di vergogna per aver accettato la richiesta illegale, Man cerca conforto discutendo del suo disagio con un ex amico, anche lui di colore, e la sua fidanzata bianca. Ma queste conversazioni suscitano soltanto ulteriore confusione e frustrazione. Seguendo le orme dei registi del movimento L.A. Rebellion, Skinner Myers racconta una storia molto personale e intima, utilizzando uno stile cinematografico radicalmente non tradizionale.

 

NOTE DI REGIA

Ho sempre combattuto con la rabbia che ha accompagnato le mie esperienze di sopravvivenza come individuo nero in America, così come nel resto del mondo. Ho cercato di affrontare quella rabbia attraverso il lavoro creativo, che fosse la mia musica, la fotografia, la recitazione o il cinema. Stanco di sentirmi dire ripetutamente che la mia arte non era conforme a ciò che era redditizio, ho preso tutto il risentimento e la rabbia accumulati nel corso degli anni e ho scritto questo film. Volevo trovare un modo creativo per superare le mie difficoltà. Così è nato The Sleeping Negro.

Il mio obiettivo era triplice: volevo fare un film che richiamasse il mio percorso personale di uomo/artista di colore; volevo provocare la supremazia bianca mentre scrutavo la ginnastica mentale che i neri devono fare per evitare di impazzire con tale sistema; e volevo mostrare come la natura transazionale del capitalismo sfrutta e distrugge le vite dei neri. Amo il cinema surreale perché sento che dà spazio a lavori che non rientrano nello status quo. La mia intenzione era quella di richiamare visivamente il lavoro di registi come Andrej Tarkovskij, Djibril Diop Mambety, Steve McQueen, Mahamat Saleh Haroun, Billy Woodberry e Alejandro Jodorowsky.

Lo stile del film è un surrealismo drammatico che rende visibile il modo in cui la mia mente nera elabora ciò che accade sia a me sia intorno a me, mentre attraverso questa cosa che si chiama vita. Con questo progetto voglio provocare le persone e fargli riesaminare la loro prospettiva sul mondo. Spero che The Sleeping Negro vi piaccia.