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DISPONIBILE DALLE ORE 11:00 DI VENERDÌ 26 FEBBRAIO ALLE ORE 11 DI DOMENICA 28 FEBBRAIO


VIIMASED
Drammatico
Estonia-Finlandia-Olanda; 2020
HD; col.
V.O. con sottotitoli in italiano

INTERPRETI: Pääru Oja (Rupi), Laura Birn (Riitta), Tommi Korpela (Kari “Fisherman” Kolehmainen), Elmer Bäck (Lievonen), Samuli Edelmann (Tatu), Sulevi Peltola (Oula)
SCENEGGIATURA: Heikki Huttu-Hiltunen, Eero Tammi, Veiko Õunpuu
FOTOGRAFIA: Sten-Johan Lill
MONTAGGIO: Wouter van Luijn, Xander Nijsten
MUSICA: Sven Grünberg
SUONO: Mark Glynne
SCENOGRAFIA: Otso Linnalaakso
COSTUMI: Jaanus Vahtra
PRODUZIONE: Katrin Kissa, Mark Lwoff, Misha Jaari, Ellen Havenith per Homeless Bob Production (EST), Bufo (FI), PRPL (NL)

SINOSSI
Nel suggestivo scenario della Lapponia si fronteggiano il proprietario di una miniera in difficoltà, che rifornisce di droga i suoi lavoratori in modo che dimentichino un’esistenza difficile, e una piccola comunità di allevatori di renne.

Nel corso degli anni abbiamo imparato a conoscere il cinema di Veiko Õunpuu, uno dei registi di punta della scena baltica, che nel 2007 ha vinto il primo premio della sezione Orizzonti alla Mostra del Cinema di Venezia con Sügisball ed è oggi acclamato in patria come uno dei migliori film estoni di tutti i tempi. Il suo atteso ritorno è un western moderno, ambientato in una Lapponia ad alto tasso testosteronico, dove si scontrano capitalismo ed ecologia, sogno e realtà. Un affresco brutale calato nelle contraddizioni dell’avamposto di una civiltà, che racconta il drammatico quotidiano degli sfruttati: nella visione allegorica dell’autore, i minatori sono solo rappresentanti di tutti gli strati inferiori della società e il profitto è il prodotto maledetto di una comunità costretta a rincorrere uno sfuggente oggetto del desiderio. Candidato dall’Estonia per un posto nella cinquina dell’Oscar come miglior film internazionale.


NOTE DI REGIA

La domanda principale che mi pongo quando realizzo un film è: come posso raffigurare questo complesso flusso di sensazioni, associazioni, impulsi, idee e sogni che chiamiamo realtà? Come ricavarne qualcosa che sia fuori dagli schemi della noia e della prevedibilità, qualcosa che non sia solo una mera storia, ma che sia viva e che respiri davvero, e al tempo stesso sia comprensibile come un film narrativo? Un buon film secondo me è qualcosa che apre nuove prospettive, che dà la possibilità di capire e vedere ciò di cui prima non eravamo consapevoli. Non ha importanza il soggetto del film o la qualità dell’analisi. Tantomeno la moralità o la violenza, le bugie o la verità.