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DISPONIBILE DALLE ORE 11:00 DI MARTEDÌ 23 FEBBRAIO ALLE ORE 11 DI GIOVEDÌ 25 FEBBRAIO


DOCH RYBAKA
Drammatico
Azerbaigian-Russia; 2020
col.
V.O. con sottotitoli in italiano

INTERPRETI: Khamail Gasanova (Sarah), Gunesh Mekhtizadeh (Menzer), Gurban Ismailov (Nonno), Rasim Djafar (Salim), Elnur Nadjafov (Farid), Vusal Azizov, Farid Aslanov, Makhir Dervish
SCENEGGIATURA: Maria Zelinskaya, Ismail Safarali, Rustam Mamedov
FOTOGRAFIA: Shandor Berkeshi
MONTAGGIO: Mukharam Kabulova
MUSICA: Denis Pekarev
PRODUZIONE: Alexander Rodnyansky, Sergey Melkumov, Maria Ibrahimova per Non-Stop Production

SINOSSI
Sarah ha 14 anni, vive in un piccolo villaggio sul Mar Caspio ed è figlia di un pescatore. Durante una battuta di pesca, suo padre scompare e lei rifiuta di credere che sia morto perché il corpo non viene trovato. I familiari e gli altri abitanti del villaggio, però, insistono perché venga comunque effettuato un funerale, seppur senza la salma, perché convinti che la serie di disgrazie che sta colpendo il villaggio siano dovute alla mancata sepoltura. Sarah si ribella a tutto questo, e la natura stessa sembra essere al suo fianco: mentre è in arrivo una tempesta, la ragazza si avventura in mare aperto, alla ricerca del padre.

È per molti versi una storia personale, ammette l’azero Ismayil Safarali, quella che ha deciso di raccontare nella sua folgorante opera prima. Come la protagonista, anche lui ha trascorso buona parte dell’infanzia in un villaggio di pescatori, sulle coste del Mar Caspio, nei confini di una piccola società tradizionale e patriarcale dominata da un silenzio in cui convivono l’incomunicabilità, l’ermetismo, la solitudine. È un film abitato da un’assenza, quella di un uomo mai tornato e che tutti danno per morto, e dominato da un’attesa, quella della figlia che continua a credere nel ritorno del padre. È un personaggio memorabile, la giovanissima Sarah, che incontriamo nel cuore del fondamentale passaggio a un’altra stagione della vita, a una nuova consapevolezza. Difficile non lasciarsi travolgere dalla sua disperata ostinazione: una struggente ma fortissima testimonianza di fede.

 

NOTE DI REGIA
All’inizio degli anni Novanta mi è accaduta una storia simile: mio padre è scomparso per una settimana. Successivamente, gli eventi del film si sono svolti quasi letteralmente. Non volevo considerarmi un prototipo, sembrava solo che mi toccasse troppo da vicino. Ecco perché ho scelto un personaggio femminile, utilizzando in parte i tratti di mia figlia. […] L’Azerbaigian ha colori caldi, tendenti all’ocra, ha il cielo e il mare azzurri. Questi erano i due colori che abbiamo scelto di mostrare nel film. […] Quando Khamail Gasanova, la protagonista, si è presentata al casting, mi sono reso conto di quanto mi ero sbagliato a non averla contattata prima. L’ho vista e ho capito che era Sarah. Ha padroneggiato il ruolo in modo fantastico e ha anche affrontato un faticoso carico fisico. È volitiva e ringrazio Dio per questa mia scelta.