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INTERPRETI: Ioana Bugarin (Cristina Tofan), Emanuel Pârvu (Marius Preda), Cezar Antal (Batin), Ovidiu Crișan (Agente Macarie), Valeriu Andriuță (Albu) | SCENEGGIATURA E MONTAGGIO: Bogdan George Apetri | FOTOGRAFIA: Oleg Mutu | SUONO: Karel Zámečník, Jiří Klenka, Mārtiņš Rozentāls | SCENOGRAFIA: Mihaela Poenaru | COSTUMI: Liene Dobrāja | PRODUZIONE: Bogdan George Apetri, Oana Iancu per The East Company Productions, in associazione con Cineart TV Prague, Tasse Film

Drammatico; Romania-Repubblica Ceca-Lettonia; 2021

V.O. con sottotitoli in italiano

Diviso in due capitoli, segue una giovane suora di 19 anni, Cristina, che esce di soppiatto dal monastero per occuparsi di una questione urgente. Un viaggio che la porta a girare tutta la città, senza riuscire apparentemente a risolvere il suo problema e a trovare l’uomo che sta cercando. Non avendo altra scelta, la sera Cristina decide di rientrare al convento e lungo la strada trova ad attenderla un destino inaspettato. Nella seconda parte, Marius Preda, un risoluto ispettore di polizia di 44 anni, è impegnato nelle indagini per scoprire cosa sia successo alla ragazza. Il detective ripercorre l’itinerario di Cristina passo dopo passo, tornando in tutti i luoghi in cui è stata. La sua ricerca, in una struttura perfettamente speculare, porta alla luce indizi e rivelazioni che conducono non solo all’imperscrutabile verità che si cela dietro le azioni misteriose di Cristina, ma anche a quello che, forse, è un vero e proprio miracolo.

 

NOTE DI REGIA

Il film non mira a dare la priorità a una visione realistica del mondo rispetto a una concezione mistica. La storia funziona bene sia dal punto di vista pragmatico degli spettatori per i quali la fede non ha significato, sia se percepita da una prospettiva religiosa, soprannaturale e immateriale. Il film non vuole dare delle risposte, ma suggerisce diversi possibili percorsi per arrivare a un punto d’arrivo misterioso, unico e irripetibile nell’anima di ogni spettatore. E questo avviene mettendo in primo piano l’approccio realistico a una storia che, d’altronde, può essere interpretata anche interamente in chiave spirituale.