Mohammad Jan, Cosmin, Inga e Josif, come tanti altri loro coetanei, sono giovanissimi migranti arrivati a Roma dall’Afghanistan e dai paesi dell’Est Europa. Non hanno nemmeno 18 anni ma sono già soli e hanno tanta strada dietro di sé e altrettanta da percorrere. Sono stati strappati alle loro famiglie dalla guerra, dalla povertà. La loro casa non è qui, è molto lontana. Molti arrivano con il sogno di poter inviare un aiuto ai loro cari rimasti a casa ma si scontrano con la dura realtà di essere destinati a essere “invisibili”.