Otto studenti universitari – quasi tutti iscritti a facoltà a indirizzo umanistico, sociale o educativo – sono coinvolti in un progetto di ricerca sul mondo delle comunità religiose che popolano la loro città, Bologna, che ospita più di 60.000 stranieri di 149 nazionalità, tra le più alte percentuali in Italia. Il documentario segue le discussioni del gruppo e gli incontri dei ragazzi con le comunità e le loro guide spirituali, nei luoghi di culto più ordinari e in quelli più nascosti e improbabili (garage, capannoni industriali, alberghi). Un percorso di scoperta in cui emergono domande che interrogano tutti noi, al di là delle differenze religiose e socio-economiche: cosa significa avere una fede? Cosa vuol dire credere a proprio modo? Condurre una vita da credenti coincide con l’essere davvero credenti? Cosa s’intende con il concetto di ricompensa? Fino a una questione chiave dei nostri giorni: qual è il confine tra l’essere convinti della propria visione religiosa e l’essere aggressivi? Una risposta che il gruppo troverà nell’ultima tappa del viaggio, incontrando una religiosa libanese, che ha vissuto nel suo Paese gli anni più duri della guerra, senza mai lasciarsi trascinare dall’odio religioso. A tenere insieme le diverse anime del gruppo, un giovane prete la cui identità verrà svelata solo alla fine del documentario.