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DISPONIBILE DALLE ORE 11:00 DI DOMENICA 28 FEBBRAIO ALLE ORE 11 DI MARTEDÌ 2 MARZO


Drammatico
Bulgaria-Germania; 2020
col.
V.O. con sottotitoli in italiano

INTERPRETI: Julian Vergov, Vasil Banov, Elena Telbis, Stefka Yanorova, Meglena Karalambova, Gerasim Georgiev-Gero
SCENEGGIATURA: Pavel G. Vesnakov
FOTOGRAFIA: Orlin Ruevski
MONTAGGIO: Pavel G. Vesnakov, Victoria Radoslavova
SUONO: Stephan Herzog
SCENOGRAFIA: Severina Stoyanova
COSTUMI: Marieta Spasova
PRODUZIONE: Orlin Ruevski, Monica Balcheva per Moviemento; in coproduzione con Sebastian Weyland, Manfred Giesecke, Knut Jäger per Heimathafen Film & Media GmbH

SINOSSI
Nikola, in passato un poco di buono, ha deciso di lasciare la sua patria in cerca di fortuna all’estero. La prospettiva della separazione dalla sua famiglia lo costringerà però a farsi delle domande sulla sua identità spezzata. Riuscirà a tagliare le sue radici o i legami si riveleranno più forti?

È un personaggio che trascende il tempo, Nikola (Julian Vergov, una rivelazione). Nella sua avventura esistenziale si riconoscono le domande poste dalla contemporaneità (il rapporto tra l’Europa e i paesi post-sovietici) e quelle che da sempre interrogano l’uomo di fronte ai bivi (a cosa siamo disposti a rinunciare quando decidiamo di cambiare?). Reduce da un passato burrascoso determinato dalla separazione dalla moglie, dall’allontanamento dai figli, da una condanna a libertà vigilata per pestaggio, il bulgaro Nikola vorrebbe rifarsi una vita con la nuova compagna, nella Germania delle grandi occasioni. È così facile separarsi dagli affetti? Un ammirevole esempio di cinema del pedinamento nel solco dei fratelli Dardenne, perfettamente calato nella realtà di un Paese che vorrebbe lasciarsi tutto alle spalle (il comunismo) ma non sa se vuole abbracciare davvero il nuovo mondo.

NOTE DI REGIA
La mia attenzione si è concentrata tutta sul personaggio principale, una sorta di rifugiato nel proprio paese. Nonostante gli sforzi sinceri per ottenere il perdono dalla famiglia per i peccati commessi in passato, la sua vita cade a pezzi. Nel film ci sono sequenze che durano anche sei o sette minuti, in cui la telecamera si muove proprio con il personaggio principale, e questo richiede molta attenzione. Generalmente non mi piace spiegare le cose, preferisco suggerirle. Voglio che il ritmo del film segua il ritmo della vita. Per questo, non c’è neanche la musica.