Ronen ha dovuto subito fare i conti con i pericoli della città natia, Gerusalemme, teatro dell’infinito conflitto tra israeliani e palestinesi, dove gli attacchi terroristici sono all’ordine del giorno. Per esorcizzare un trauma che è soprattutto collettivo, ha deciso di accompagnare i turisti in tour gratuiti e didattici sui luoghi degli attentati. Attraverso un programma fatto di tabelle informative e pillole di storia contemporanea, spiega agli stranieri – che quelle violenze le hanno viste in televisione, sentendosene coinvolti forse solo in superficie – come si può sopravvivere nell’incertezza e nella paura di essere coinvolti in un evento tragico benché non inatteso. E mette in evidenza una verità comprensibile solo a chi vive in quella città, tra i segni dei proiettili che sfigurano i muri e una bomba pronta a esplodere da un momento all’altro: un attacco terroristico su un autobus fa parte della routine, perché non ti impedisce di prendere una birra al bar o andare a un appuntamento; un bombardamento in un bar, invece, è un’eccezione, perché puoi ancora bere una birra, ma non puoi andare a un appuntamento «perché non è romantico».

V.O. con sottotitoli in italiano