Seconda giornata di incontri al Convegno Internazionale organizzato dall'Associazione Culturale Art Promotion

Seconda giornata per il Convegno Internazionale "L'anima nell'arte" (dal 14 al 16 dicembre nella bellissima sede dell'Abbazia di San Nilo a Grottaferrata, Roma), organizzato dall'Associazione Culturale Art Promotion in collaborazione con l'Ente dello Spettacolo nell'ambito della quindicesima edizione del Tertio Millennio Film Fest.
Tematiche profonde e di stretta attualità hanno scandito la sessione mattutina, dalle difficoltà per la democrazia globale nell'era di Internet al rapporto tra la democrazia e l'etica al tempo della globalizzazione, ai possibili comportamenti a rischio che i giovani possono sviluppare nell'era digitale. L'intervento del Professor Massimo Melica, esperto di Diritto applicato alle nuove tecnologie e managing partner dello Studio Legale Melica Scandelin & Partners, si è focalizzato proprio sul futuro della democrazia nell'era digitale, foriero di esperienze sia positive che negative; un discorso approfondito sulla responsabilità dell'utilizzo del mezzo telematico per limitare al minimo il conseguente rischio di sparizione del contatto tra autore di possibili reati e ipotetiche vittime, in una situazione nella quale si può rischiare di perdere il controllo dell'utilizzo dei dati una volta pubblicati in rete. Pericoli che non riguardano solamente la tutela della privacy, ma anche quello che gli esperti hanno definito 'Internet addiction disorder', una vera e propria dipendenza dalla rete.
Un affresco storico-politico sul rapporto tra la democrazia e il potere ha invece caratterizzato l'intervento del Professor Giacomo Marramao, docente di Filosofia Teoretica e di Filosofia Politica all’Università Roma 3. Una lucida analisi sula progressiva perdita dell’indipendenza degli Stati nazionali a causa dell'ingresso della globalizzazione nella vita degli stessi. Tutto quello che accade nel mondo rimbalza nelle nostre vite private, in un mondo aperto che ci investe con grande rapidità e continui cambiamenti. Ciò può creare seri problemi alla politica democratica concepita entro gli stretti confini degli Stati nazionali, in un mercato globale nato dalla sparizione di un mondo diviso in due e dalla caduta del muro di Berlino. Tutta la storia è una storia di successive globalizzazioni ma il capitale finanziario, oggi, si muove senza che gli Stati possano far nulla. Movimenti che riguardano anche i sempre più intensi flussi migratori con le società occidentali investite da differenze culturali enormi. La democrazia deve ridefinirsi in un orizzonte transnazionale e cosmopolitico, così come teorizzato da Kant sul finire del diciottesimo secolo, e una democrazia che si può difendere in parte tornando alle sue origini storiche in parte sottoponendola a critica.
La seconda parte del convegno ha visto l'intervento del Professor Giovanni Vettorato, docente di Sociologia dell'emarginazione e della devianza presso l'Università Pontificia Salesiana, particolarmente attento a definire i rischi, soprattutto tra gli adolescenti, associati all'uso delle nuove tecnologie. Comportamenti di rischio che sono sempre più frequenti anche tra i giovanissimi, con un'età del rischio che si abbassa sempre di più e con un contestuale aumento della dimensione solipsistica e derealistica. Rischi, per di più, che aumentano all'aumentare della ricchezza e dell'innovazione tecnologica, secondo le teorie di Giddens e Beck.
La docente di Filosofia del Linguaggio Cristiana Freni, anch’essa Professoressa presso l'Università Pontificia Salesiana, ha trattato il problema dell'identità nell'era contemporanea alla luce del concetto antropologico di 'mito', termine quest'ultimo che può essere virtuoso e vizioso allo stesso tempo. Il mito, nella storia, è passato da una funzione pedagogica ad una idolatrica, per arrivare al travaglio moderno intuito da scrittori come Dostoevskij: perdere la vera essenzialità e rendere essenziale ciò che è transeunte. Da qui, la teoria del 'quarto uomo', l'uomo del consumo, della visibilità ostentata e uomo-mito dell'apparire. Sul web, oggi, grava un serio fraintendimento sulla corporeità e sulla femminilità, così come si è instaurato il pericolo di gregarismo e del prevalere del funzionale sull'essenziale, e questo culto del funzionale non può che portare al cosiddetto 'macchinismo'.
Sacha Porrovecchio